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    7th European EUS Congress EGEUS

    27-28 Novembre 2017
    Lingotto Congress Center - Londra Hall
    Via Nizza, 280 10126 Torino (Italy)

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  • Aggiornamenti in Ecoendoscopia e Gastroenterologia

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    9-10 Novembre 2017
    Anusca Palace Hotel 40024 Castel San Pietro Terme (BO)

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bracco
Italian Endosonography Club

Italian Endosonography Club

IEC (Italian Endosonography Club) was founded in 2002 with the aim to bring together in one association the still few Italian endoscopists who dedicated themselves to endosonography or were willing to start.

We believe that it is of common interest to connect colleagues dealing with endosonography, in order to exchange views on clinical, technical and administrative issues related to EUS.
Through our association we also wish to promote endosonography among doctors who do not know it yet, so that they can refer their patients with ever more targeted and appropriate indications.

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14
November
2015

Carcinomatosi peritoneale

Detection of peritoneal carcinomatosis by EUS fine-needle aspiration: impact on staging and resecability”

Carcinomatosi peritoneale

Lo studio di Levy et al. “Detection of peritoneal carcinomatosis by EUS fine-needle aspiration: impact on staging and resecability” (Gastrointestinal Endoscopy, 2015) si pone come obiettivo di valutare l’impatto dell’ecoendoscopia (EUS) associata all’uso dell’aspirato con ago sottile (FNA) nella diagnosi di carcinomatosi peritoneale (CP).
La CP, ovvero la presenza di cellule tumorali impiantate nel peritoneo, indica per la maggior parte delle neoplasie la condizione di metastasi a distanza e ne determina la condizione di non operabilità.
La CP non va confusa con la presenza di cellule neoplastiche nel liquido di lavaggio della cavità peritoneale, il cui impatto sulla prognosi è ancora dibattuto.

Attualmente la diagnosi di CP e quindi la stadiazione della patologia tumorale viene determinata attraverso l’uso di tecniche radiologiche come la tomografia assiale computerizzata e la risonanza magnetica (TC e RM); tuttavia l’accuratezza di tali metodiche è limitata dell’assenza di reperti radiologici patognomonici associati alla CP. Il peritoneo inoltre può essere sede anche di processi patologici diversi dalla CP come tumori primitivi e patologie benigne (es. infezioni ed infiammazioni).

Per i motivi sopradetti la diagnosi differenziale può risultare fondamentale e per ottenerla, in alcuni casi, è necessaria una diagnosi istologica.
Gli autori ritengono che l’EUS FNA sia in grado di migliorare la diagnosi di CP rispetto alle tecniche radiologiche tradizionali modificando la stadiazione e, di conseguenza, la terapia e la prognosi.
E’ stato pertanto condotto uno studio retrospettivo su 98 pazienti indirizzati a EUS FNA per il riscontro di anomalie peritoneali ad una TC o RM eseguita spesso presso altri centri.
Le principali indicazioni all’EUS erano: carcinomi del pancreas, colangiocarcinomi, tumori neuroendocrini e linfomi pancreatici, carcinomi gastrici e della colecisti.
L’analisi degli autori indica che l’EUS non è in grado di distinguere, in assenza di malattia, il peritoneo e l’omento in quanto isoecogeni rispetto alle strutture circostanti e ripiegati su se stessi; tuttavia la stessa metodica è in grado di individuare gli ispessimenti e le masse riguardanti tali strutture, specie in concomitanza con la presenza di ascite.

All’EUS la CP è descritta per lo più come massa solida o ispessimento ipoecogeno del peritoneo ma, trattandosi di uno studio retrospettivo, non è stato possibile identificare una nomenclatura standard. Viene inoltre sottolineato come la sola descrizione della CP all’EUS standard sia altamente predittiva di malignità ma, dato l’impatto sulla prognosi, è comunque raccomandata conferma istologica.

Per la conferma della diagnosi i risultati dell’EUS sono stati comparati con quelli della radiologia (TC/RM o entrambe), dei referti autoptici e chirurgici o delle biopsie percutanee eseguiti nei due mesi successivi all’FNA.
I risultati dello studio mostrano che l’EUS FNA ha elevate sensibilità, specificità ed accuratezza rispetto alle metodiche radiologiche standard (91 vs 28%; 100 vs 85%; 94 vs 47%).

I risultati tuttavia mostrano una non trascurabile percentuale di falsi negativi (12%); per questo gli autori concludono che, in caso di sospetto clinico, di fronte ad una prima istologia negativa, è comunque necessario eseguire un secondo campionamento. Tra i limiti dello studio possiamo annoverare la scarsità del campione esaminato e la preselezione dei pazienti che, essendo già stati sottoposti ad imaging standard o EUS, arrivano all’EUS FNA con un sospetto clinico già importante.
In conclusione gli autori indicano l’EUS FNA come uno strumento complementare alla radiologia per migliorare la accuratezza della stadiazione della patologia tumorale grazie alla capacità di individuare la CP anche quando radiologicamente non evidenziabile.
Gli autori suggeriscono infine la necessità di standardizzare la descrizione della carcinosi peritoneale all’EUS.

Autore Marta Serrani Categoria: Speaker's Corner

Informazioni Autore

Marta Serrani

Marta Serrani

Gastroenterologia Imola

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