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  • Aggiornamenti in Ecoendoscopia e Gastroenterologia

    Aggiornamenti in Ecoendoscopia e Gastroenterologia

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Cosa è l'ecoendoscopia

Che cos'è e a che cosa serve

Come prepararsi all'esame

Come sopportare meglio il fastidio dell'esame

Come viene eseguito l'esame?

Rischi

 

 Che cos'è e a che cosa serve:

L'ecoendoscopia (EUS - Endoscopic UltraSonography) è una procedura diagnostica che consente di esplorare il tubo digerente associando all'immagine endoscopica l'immagine ecografica prodotta da una sonda miniaturizzata collocata sulla punta dello strumento endoscopico.
L'ecoendoscopia consente di studiare la parete dell'esofago, dello stomaco, del duodeno e del retto, i linfonodi adiacenti alla parete intestinale, il mediastino posteriore, il pancreas, le vie biliari extraepatiche.
E' una metodica molto utile nella stadiazione delle neoplasie del tratto gastrointestinale (esofago, stomaco, retto), e fornisce informazioni utili alla scelta del trattamento più adeguato.


Come prepararsi all'esame:


La preparazione per l'ecoendoscopia del tratto digestivo superiore prevede il digiuno da almeno 8 ore.
La preparazione per l'ecoendoscopia del tratto digestivo inferiore (retto) prevede che sia eseguito un clistere tipo Sorbiclis la sera e la mattina dell'esame.
Devono essere portati eventuali accertamenti precedenti.
Se il/la paziente deve assolutamente assumere farmaci essenziali, questo può essere fatto fino a 4 ore prima dell'esame.
Di questo devono essere informati i medici e gli infermieri che prima di provvedere all'esame interrogheranno il paziente sulla sua storia clinica ed a cui il paziente riferirà su terapie in corso (es. farmaci anticoagulanti), o allergie a medicinali.
Eventuali protesi dentarie devono essere rimosse prima dell'esame.

Come sopportare meglio il fastidio dell'esame:

Per l'ecoendoscopia del tratto digestivo superiore nella maggior parte dei pazienti è sufficiente lo somministrazione spray di un anestetico locale in bocca e gola (anestesia locale), associata a sedativi per via endovenosa che aiutino a rilassarsi (sedazione cosciente con benzodiazepine).
In casi particolari è possibile richiedere la sedazione profonda, con somministrazione da parte dell'anestesista di un farmaco (Propofol-Diprivan®) che procura un sonno profondo ed un rapido risveglio, con rischi molto contenuti e peraltro ben controllabili dall'anestesista.
Questo tipo di sedazione richiede accertamenti preliminari (esami ematochimici ed ECG).
Va precisato che sia che si faccia una sedazione cosciente o una profonda, al termine dell'esame il paziente dovrà rimanere in osservazione per tutto il tempo necessario al completo recupero psico-fisico.

 

Come viene eseguito l'esame?

Lo strumento che viene inserito è simile a quello utilizzato per l'endoscopia, tuttavia il calibro è leggermente più grande e l'estremità più rigida, poiché vi è installata la sonda ecografica.
La procedura di esecuzione è simile a quella di una normale esofagogastroduodenoscopia per il tratto digestivo superiore e ad una rettoscopia per il tratto digestivo inferiore.
A causa della presenza di aria all'interno degli organi dell'apparato digerente, per avere una buona visione è necessario posizionare un palloncino pieno d'acqua intorno alla punta dello strumento, e instillare acqua nel lume.
L'esame diagnostico può durare 20-30 minuti. Durante la procedura è possibile che si renda utile o necessario eseguire prelievi citologici, utilizzando ago sottile (EUS-FNA) o in alcuni casi ago tranciante (tru-cut).
Al termine della procedura, il/la paziente può essere dimesso o ritornare in reparto dopo un periodo di tempo di osservazione che sarà variabile in relazione alla durata della procedura ed al tipo della eventuale sedazione effettuata.

Rischi:


I rischi sono in generale simili a quelle altre tecniche endoscopiche (0,005% dei casi) e consistono nel rischio, molto remoto, di lesionare il tratto gastrointestinale durante l'esplorazione (perforazione 0,03%).
In caso di ecoendoscopia operativa va segnalato il rischio di emorragia (1%), di infezione (0-8%), o di pancreatite (0-2%).
Allo scopo di ridurre la probabilità di eventi avversi si utilizzano alcuni accorgimenti specifici quali ad esempio l'utilizzazione del color doppler per visualizzare correttamente il percorso dei vasi sanguigni ed evitarli durante la manovra, oppure l'infusione di antibiotici nelle manovre a maggior rischio di infezione come l'aspirazione di lesioni cistiche.
Le manovre sul pancreas possono raramente essere complicate da pancreatite.
Si possono escludere rischi di qualsiasi infezione. Tutti gli endoscopi sono sottoposti a procedure di alta disinfezione (con eliminazione di qualsiasi batterio, fungo e virus, inclusi quelli per epatite B, C e per HIV) e gli accessori (ad esempio, pinze bioptiche) sono monouso (quindi nuovi) oppure sterilizzati in autoclave.
In caso di rischio aumentato (pazienti con difese immunitarie carenti o portatori di protesi valvolari cardiache) sarà eseguita una eventuale profilassi antibiotica.

 

 

 

 

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